
Paola D’ Antuono. 1965, Sassuolo Non ci salveremo da soli – Olio su tela – 100x100cm. Anno 2024. Delle innumerevoli micromacromo chiazze aniconiche, di colore verde, marrone, celeste, rosa, bianco e altri cromatismi differenti, sono state ontoconcretizzate pittoricamente, con i colori a olio, dall’ estro artistico, della pittrice, Paola D’ Antuono, su una superficie di una tela in lino, quadrangolare, di chiara matrice geometrica euclidea, costituente appunto l’opera in menzione, sicche’ ogni micromacrocromo chiazza aniconica, rappresenta forse simbolicamente un essere psichico, facente parte dell’ umanita’ recalcitrante, o altro di differente che, potrebbe evocare le energie stesse di ogni creatura del pianeta terra manifesto. La moltitudine dei corpi stessi di ontoconcretizzazione antropici delle creature del popolo degli uomini e percepita astrattisticamente dalla mente contemplante della pittrice, e risolta attraverso il decocomposizionismo pittorico sulla superficie della tela medesima. Il trasmutazionismo pittorico e’ capace altresì di supportare la vivacizzazione della cromoinformalizzazione pittorica che, il possibile osservatore del quadro, e’ in grado di percepire, nel momento in cui egli e’ capace con la sua anima e il suo stesso corpo di ontoconcretizzazione antropico di sostare nei medesimi spazi ontologici accoglienti lui stesso e l’opera manifesta. L’ opera e’ stata suddivisa orizzontalmente in tre registri pittorici, caratterizzati da differenti cromatismi, nonche’ in basso nel quadro si puo’ percepire un forte utilizzo dei cromatismi marroni, rimembranti i colori della terra, mentre al centro della tela, si puo’ percepire il colore verde, simbolo della vegetazione della terra medesima, talche’ in alto, si possono percepire i colori celeste e il blu, simboli cromatici assoluti del cielo che, attorna la totalita’ del globo terrestre. La vibrocromoinformalizzazione pittorica potrebbe sprigionare dal quadro stesso dei suoni e dei rumori particolari, inerenti a supportare appieno la suonocromoinformalizzazione pittorica, ove solo le menti contemplanti dei soggetti psichici piu’ risoluti e tranquilli potrebbero percepire, nel momento in cui ognuno di essi e’ capace con la propria anima e il proprio corpo di ontoconcretizzazione antropico di sostare nei medesimi spazi ontologici accoglienti loro stessi e l’opera manifesta. Il titolo dell’opera e’ dedicata alla salvezza personale che, per palesarsi in quanto tale per ogni individuo, deve essere obbligatoriamente supportata da quella collettiva. La pittrice non ci indica che tipo di salvezza collettiva si dovrebbe manifestare per l’umanita’ o per l’ intera creazione. Oltraccio’ la pitttice non ci indica nemmeno ha chi e’ rivolta questa salvezza, ossia all’ uomo, agli animali, alla terra o altro di differente, sicche’ la salvezza, conoscendo il pensiero dell’ artista D’ Antuono, e’ sicuramente appartenente alle creature tutte e all’ intero pianeta terra, poiche’ ella, ossia la pittrice medesima, e’ solita interessarsi delle politiche green e della difesa dell’ ambiente. Una delle sfide più urgenti per la salvezza del pianeta terra è il cambiamento climatico, causato principalmente dalle attività umane come l’uso di combustibili fossili, la deforestazione e l’agricoltura intensiva. Questo fenomeno porta a eventi climatici estremi, innalzamento del livello del mare e perdita di biodiversità. L’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo rappresenta un’altra minaccia significativa. La contaminazione chimica e i rifiuti plastici stanno danneggiando gli ecosistemi e influenzando la salute umana. La salvezza dell’uomo è legata alla sostenibilità delle risorse naturali, nonche’ la salute del pianeta terra è interconnessa con la giustizia sociale. Le disuguaglianze economiche e sociali possono aggravare le crisi ambientali, poiché le comunità più vulnerabili sono spesso quelle che subiscono maggiormente gli effetti del degrado ambientale. L’educazione gioca un ruolo cruciale nella salvezza dell’uomo e del pianeta. Sensibilizzare le persone sull’importanza della sostenibilità e sulle conseguenze delle proprie azioni può promuovere comportamenti più responsabili. Per salavare la creazione tutta bisognerebbe cambiare gli stili di vita individuali e collettivi dell’ uomo, nonche’ ridurre i consumi, supportare l’adozione di energie rinnovabili, e la promozione di una dieta sostenibile e la riduzione dei rifiuti. L’innovazione tecnologica può svolgere un ruolo chiave nella ricerca di soluzioni per la salvezza del pianeta. Tecnologie come l’energia solare, l’energia eolica, l’agricoltura di precisione e le tecniche di riciclo potrebbero contribuire a ridurre l’impatto ambientale. L’adozione di modelli economici circolari, in cui i materiali vengono riutilizzati e riciclati, potrebbero ridurre la domanda di risorse nuove e minimizzare i rifiuti, sicche’ la salvezza del pianeta terra, richiede un’azione collettiva a livello globale. Accordi come l’Accordo di Parigi sul clima mirano a unire le nazioni nella lotta contro il cambiamento climatico e promuovere lo sviluppo sostenibile. La cooperazione tra paesi, comunità e individui è la solidarietà internazionale possono aiutare a trasferire risorse e tecnologie nei paesi in via di sviluppo, dove le necessità sono più urgenti. La salvezza dell’uomo e del pianeta solleva anche questioni etiche. La filosofia ambientale invita a riflettere sui nostri obblighi nei confronti della natura e delle generazioni future. Ciò include la considerazione del valore intrinseco degli ecosistemi e delle specie viventi. Per la pittrice, Paola D’Antuono, la salvezza dell’uomo e del pianeta Terra è una questione che richiede un approccio integrato, che consideri il suo rispetto tra ambiente, società e economia. Solo attraverso un impegno condiviso e una visione a lungo termine, l’ uomo puo’ sperare di costruire un futuro sostenibile per se stesso e per le generazioni umane presenti e future.
Jean-François Bachis-Pugliese, Archivista, Semiologo e Critico d’Arte. Copyright 2025.Tutti I Diritti Riservati.
COSENZA – Mostra d’Arte Contemporanea “Brettia, Rregina dei Bretti e della Pece” dal 9/8/2025 al 9/9/2025 c/o Ex MAM – Museo delle Arti e dei Mestieri, a cura del critico d’Arte Jean-Francois Bachis-Pugliese.