Termini Imerese (PA) – Febbraio 2026
Tra gli interpreti della PRIMA BIENNALE D’ARTE Contemporanea di Termini Imerese l’Artista PAOLA D’ANTUONOVincitrice di numerosi Premi e che ha esposto in Gallerie e Musei Internazionali prestigiosi . Un notevole successo ogni sua Mostra in Sicilia (Cefalù, Castello di Caccamo, Riposto (Ct) e oggi a Termini Imerese )
Nasce a Sassuolo (Modena) e la sua formazione umanistica e artistica, è un unicum di settori dell’arte e spettacolo, che non è possibile scindere dalla sua vocazione per la pittura e soprattutto i significati correlati al rispetto dell’ambiente e della natura. Attraverso la sua tecnica pittorica, che oltre ai pennelli predilige l’uso della spatola, creando delle texiture che animano le sue tele dalle grandi superfici. Le sue opere si ispirano a messaggi profondi, attraverso un dialogo creato dal colore stesso le cui gamme (come quelle fredde che trattano il senso disumanizzante soprattutto nei paesaggi del “distretto ceramico di Sassuolo”) o i colori caldi, della sabbia o della terra. In questa Prima edizione della Biennale di Termini Imerese presenta l’opera mai esposta (che vediamo nella foto) : “Anche nel deserto nascono i fiori” o nelle gamme molteplici degli azzurri e blu’ con opere come “Mare dentro”, una danza pittorica vera e propria dalla grande forza emotiva e percezione sinestetica sensoriale che va oltre lo sguardo.
Le sue opere, difatti, evocano echi di fondali marini, profumi di salsedini, ma anche di linfa e rugiade sull’erba mattutina dei giardini tra i verdi e i rosa, i rossi che riscaldano l’atmosfera, e l’oro divino dei chiarori delle albe che si riflettono tra i marroni dell’humus boschivo e tra le foglie dei rami. Cosi le sue opere risvegliano anche memorie e sentimenti, ma anche temperamenti associati come “nucleo essenziale dello spirito umano”, come sostenevano Friedrich o Steiner . Essenze, che carezzano l’anima del fruitore attraverso sue opere, che tra segni e sogni,hanno il potere meraviglioso e intangibile di donare energia e consegnare allo sguardo uno scenario che va “oltre” le misure reali e induce ad un viaggio subconscio e onirico. Un processo alchemico che l’artista muta da pittura materica a pensiero filosofico o associato alla musica e ai suoi ritmi nella composizione dinamica dei segni. Paola D’Antuono sostiene che se non si scende negli abissi di noi stessi, pur restando per un attimo in apnea, resteremo sulla superficie dell’acqua senza far mai far affiorare ciò che deve uscir fuori dal nostro “sub”!