27 luglio 2025 – SEZIONE ASTRATTO/MATERICA:
Paola D’Antuono di Sassuolo (Modena)si esprime attraverso la pittura portando sulle tele le emozioni vissute attraverso la recitazione teatrale che ha sviluppato anni fa e la sua passione per la musica che accompagna i moti delle sue spatole lungo le ampie superfici delle tele.
Ancor prima di questa mostra l’artista emiliana aveva già realizzato questa opera (in foto) “…come è difficile trovare l’Alba dentro l’Imbrunire” del Maestro Franco Battiato, di cui ha sempre apprezzato la musica e la filosofia mistica. D’Antuono si ispira specificatamente a questa opera tratta da “Prospettiva Nevsky” (brano tratto dall’Album “Caffè de Paix “del 1993) dove Battiato ci descrive e immagina l’incontro del “suo” Maestro Gurdjieff , filosofo e mistico armeno, con i suoi allievi con cui solitava riunirsi al Caffè de la Paix (lungo la via di Sanpietroburgo , per evidenziare non solo la bellezza dei luoghi ma i significati spirituali ad esse connessi) . Con questa frase evoca le difficoltà e la possibilità di scorgere la speranza , la rinascita o il positivo in situazioni difficili o negative. Invita a cercare la luce nei momenti bui e a trovare un nuovo inizio quando tutto sembra perduto, cercando un significato profondo in ogni esperienza anche la più dolorosa. Un “continum”, un processo “alchemico” di introspezione, un tuffo nella profondità del proprio essere, andando alla ricerca dell’ “invisibile”. Un alba contenuta nell’imbrunire come una pianta contenuta in un seme. “La presenza che gioca a nascondersi fra le nostre vite”. Vorrei che questa mostra e le opere di questi artisti possa far ancora riflettere sulle parole preziose di Franco Battiato che in Gurdjieff nel 1975 leggendo “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di P.D. Uspenskij, sente di omaggiare un Maestro che ha segnato profondamente il suo percorso artistico e personale e soprattutto di trasformazione e ricerca interiore. Osservando un pò tutte le opere “astratte/materiche” di Paola D’Antuono ravvisiamo una grande analogia in sintonia con Franco Battiato, ogni opera con le sue “Trame” e “reticolati” tratti da piccole pennellate su larghe spatolate si crea un insieme si righe che ci appaiono come un pentagramma e di successione di note vibrazionali in cui il colore fondendosi ad altri toni crea una sinestesia di emozioni che riconducono ad antichissimi suoni mnemonici, alternando spazi vuoti (la quinta nota) con spazi pieni dove anche il “suono del silenzio”nella sua pittura può lasciarci librare senza sopra ne sotto “ascoltando la musica visiva” dell'”Infinito” che è “Oltre”i limiti di “Noi”. Paola D’Antuono da anni espone in siti di alto spessore artistico e Gallerie di prestigio, spesso presente nelle principali Fiere d’Arte Internazionali (Genova e Padova), ha esposto in Belgio e di recente a San Marino (per citare qualche Mostra) in realtà le sue opere sono presenti in molte pubblicazioni e in molte abitazioni, amatissime non solo da collezionisti ma anche da privati.